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La
valutazione di qualità in psichiatria.
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Il
concetto di salute psichica o di benessere psichico é difficilmente
definibile e risente di influenze culturali e politiche non ricomponibili
in un quadro di omogeneità; | |
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La
concordanza sull'inquadramento diagnostico, in assenza di conclusive e
condivise certezze in ordine etiopatogenetico, anche nei confronti delle
forme psicopatologiche più gravi e importanti, costituisce di per sè un
problema di cui tenere conto nella ricerca scientifica del settore; | |
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Gli
indirizzi terapeutici risentono dei diversi orientamenti etiopatogenetici
e culturali e sono quindi relativamente diversificati, anche per le
medesime forme morbose; allo stato attuale c'é un'obiettiva carenza e,
talvolta, contraddizione circa la valutazione della loro efficacia. |
Questi limiti
strutturali dello stato dell'arte in psichiatria originano specifici problemi
relativi all'applicazione delle metodiche della Quality Assurance (QA) proprio
in ordine ai suoi pilastri portanti: indicatori, criteri, standards.
PARTE
PRIMA
La
valutazione dei trattamenti e degli interventi nei campi sanitario e psico
sociale può riguardare due distinte fasi:
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fase
a) riguarda lo studio della efficacia, affidabilità ed economicità di
nuove "tecnologie"; | |
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fase
b) verifica la qualità della esecuzione pratica di interventi o
trattamenti di cui sia stata raccomandata l'adozione. |
Fase
b): della pratica. Ci "si propone di verificare che un intervento, di cui
sia stata raccomandata l'adozione, venga attuato nella pratica secondo modalità
che permettono di realizzare i benefici attesi in modo ottimale" (Senore-Battista
[4])
- la valutazione ha lo scopo di controllare che l'intervento/trattamento sia
stato fatto secondo le indicazioni contenute nel "libretto
d'istruzioni".
Un secondo carattere che distingue le
metodiche di valutazione di qualità rispetto agli studi della fase a), é
relativo al setting. Infatti mentre le metodiche utilizzate nella fase a)
richiedono la massima stabilità del setting - per garantire la riproducibilità
dello studio -, la valutazione della qualità delle cure si propone di
modificare il setting-servizio oggetto della valutazione. In questa fase
infatti lo scopo della valutazione é il miglioramento.
In questa sede utilizzeremo il termine
valutazione in quest'accezione: metodica per migliorare la qualità delle cure
attraverso il confronto con criteri di riferimento e standards predefiniti.
Anche
in questo caso possiamo distinguere due dimensioni dell'intervento
psichiatrico:
la
dimensione globale (macro)
quella
specifica (micro).
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o
tutto il trattamento che riceve un singolo utente (somma delle prestazioni
rilevate dal registro dei casi) - tipo b. |
Nella
dimensione globale È possibile equiparare una prestazione: “l'intervento
psichiatrico” con l'agenzia che lo mette in atto. Sarà "intervento
psichiatrico": il servizio psichiatrico territoriale; il medico di
medicina generale che cura un disturbo psichico, una struttura di ricovero,
l'ambulatorio specialistico privato, etc.
Nella
dimensione specifica, viceversa, verranno valutate le singole prestazioni
(colloquio psichiatrico, psicoterapia, visita domiciliare, gruppo
riabilitativo, contatto con i familiari, etc.).
Nell'ambito
della dimensione globale vi é un particolare interesse a valutare la qualità
del trattamento "servizio psichiatrico territoriale".
Questo
trattamento é infatti di norma indicato come preferibile nella cura e
riabilitazione delle malattie mentali, in particolare delle maggiori.
Si tratta di un criterio che in Italia é stato addirittura formalizzato in una legge oramai 17 anni orsono. Tale criterio afferma che la cura delle malattie mentali viene di norma eseguita in servizi extraospedalieri a carattere dipartimentale, che tali servizi sono alternativi all'ospedale psichiatrico, di cui va promosso il superamento. Da tale criterio di trattamento non é esclusa alcuna forma psicopatologica.
2. Il modello di valutazione
I
responsabili del lavoro psichiatrico partecipano alla valutazione;
E'
necessario valutare la qualità dei servizi attraverso appropriati
indicatori;
I
risultati della valutazione vanno formulati con un linguaggio
comprensibile ai partecipanti al programma e devono essere considerati
validi da tutti gli interessati o, quanto meno, devono essere rilevate le
ragioni e la natura dei dissensi.
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si
sceglie e costruisce, assieme ad un gruppo di operatori del servizio, una
lista di indicatori che descrivono l'intervento territoriale; | |
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si
raccolgono informazioni sulla soddisfazione degli utenti e sul contesto in
cui opera il servizio. | |
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si
stende il rapporto di valutazione della qualità sulla base dei punteggi
assegnati a ciascun indicatore, che possono fluttuare tra i valori massimo
(1) e minimo (0). |
Le
informazioni di sfondo sono assimilabili ad indicatori di contesto
[H] ,
il test dei consumers a quelli di soddisfazione
[I].
Rispetto a questa classificazione nei servizi lombardi valutati non é stato possibile costruire indicatori di costi[J], di impatto [K] e di esito [L].
Secondo
un modello di “conferenza di consenso”([9],[10],[11]),
che verrà poi applicato anche successivamente nella definizione di criteri e
standards, il gruppo di valutazione definisce, per ciascuna delle categorie
sopramenzionate, uno o più indicatori ritenuti significativi ai fini della
valutazione.
Preliminarmente,
per ciascun indicatore viene fissata la fascia di fluttuazione della
prestazione attesa attraverso la definizione dei livelli massimo e minimo.
I livelli
massimo e minimo della "prestazione attesa" vengono fissati
ricorrendo a standards predefiniti, là dove sono individuabili attraverso
specifiche indicazioni di programmazione (per es. standards strutturali e di
risorse) ovvero di letteratura (per es. tassi di morbilità).
Per altri
casi, nei quali non è possibile ricorrere a questi riferimenti formalizzati
si utilizza lo strumento della "consensus conference", adattandolo
al contesto dei singoli servizi interessati.
Ad esempio
nelle due esperienze applicative fino ad ora realizzate il consenso circa la
determinazione dei criteri e la fissazione degli standards é venuto
attraverso una conferenza tra operatori e ricercatori-valutatori, ai quali
ultimi veniva riconosciuta l'autorità di dirimere le situazioni di stallo
decisionale.
Solo
successivamente, dopo che si sono fissati gli indicatori con i relativi
standards, vengono prese in considerazione le informazioni raccolte e si
procede all'attribuzione del punteggio per ciascun indicatore.
I punteggi
degli indicatori, come già ricordato, oscillano tra un massimo ed un minimo:
al massimo è stato attribuito il valore di 1 ed al minimo quello di 0.
Graficamente l'insieme degli indicatori é pertanto rappresentabile sotto
forma di "onda di flusso" o sequenza di istogrammi.
L’ambito
delle attività territoriali sottoposte a valutazione è composto da Centro
PsicoSociale, attività ambulatoriali, attività di centro diurno, attività
domiciliari e nel contesto. I centri psicosociali valutati appartengono ad
Unità Operative di Psichiatria delle provincie di Bergamo, Mantova e Milano,
e verranno indicati, in modo anonimo, con i colori: bianco, blu, giallo, nero,
rosso, verde. Questo lavoro intende infatti proporre una riflessione
metodologica relativa alle esperienze di valutazione condotte. In altre sedi
sono stati presentati i rapporti di valutazione relativi ai diversi Centri
Psico Sociali. [N]
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ricerca,
negli stessi servizi, | |
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formazione,
in quelli delle USSL bergamasche: Bergamo est e ovest, Zogno, Ponte S.
Pietro. |
La sensibilità
dello strumento é stata confermata dagli operatori dei servizi valutati. Essi
infatti hanno concordato sulla attendibilità della rilevazione che decrive
una discreta disomogeità dei lor servizi, pur avendo presentato all'inizio
del percorso valutativo i rispettivi CPS, come componenti omogenee della
stessa unità operativa.
Se previsto
dal programma di valutazione, vengono inoltre indicati i servizi che hanno
presentato una migliore performance degli indicatori critici.
Sono cioè
rese disponibili informazioni che permettono agli operatori di progettare
interventi mirati al miglioramento della qualità, anche attivando forme di
cooperazione con altri servizi.
Gli esempi
proposti sottolineano l'interesse dei servizi ad incrociare tali forme di
cooperazione per il miglioramento continuo, tra pari, della qualità delle
prestazioni.
PARTE
SECONDA
ricerca
applicata alla definizione di linee guida e standards;
formazione
degli operatori del servizio.
L'ultimo,
ma non meno importante, dei problemi che la valutazione a fini gestionali deve
risolvere, riguarda la presentazione dei risultati in forma facilmente
leggibile ed immediatamente utilizzabile.
Tale
attività risponde, infatti, a necessità di controllo-risposta analoghe a
quelle che affronta l'equipaggio di un aereo durante il volo, quando
facilmente e rapidamente si devono percepire, per correggerli, gli scostamenti
di rotta o gli slivellamenti di quota.
In
altri termini occorre semplificare al massimo il sistema di indicatori che si
utilizza. Scegliere tra i disponibili i più sensibili, ed utilizzare un
sistema di lettura standardizzato.
Ad
esempio, l'efficienza di un reparto ospedaliero può essere descritta col
nomogramma di Barber, ed essere di conseguenza di immediata ed
"universale" lettura ([12]).
Prendiamo
per spiegarci i due indicatori che, in progetto F.ER.RO, descrivono la qualità
dell'attività del servizio psichiatrico territoriale. Il primo descrive il
volume e la gamma delle prestazioni, il secondo rileva il dinamismo/
flessibilità nell'offerta di prestazioni.
Qui
di seguito viene descritta la procedura che porta a misurare i due indicatori.
Basterà procedere nella lettura per sentire, legittimamente, la necessità di
avere una rappresentazione sintetica e chiara del risultato a cui si arriva.
si
sono elaborati i criteri di ponderazione delle differenti attività,
secondo il modello di Lavik ([13]),
modificato;
si
é costruita la tabella delle prestazioni, per ciascuna indicando il
punteggio assegnato - presa cioé come unità di misura la visita
colloquio eseguita in sede da un operatore verso un singolo utente, alla
quale si é assegnato valore 1, a tutte le altre si é attribuito un
valore (da 0,5 = somministrazione farmaci a 3 = psicoterapia di gruppo) in
base alla complessità tecnica ed al carico di lavoro necessari;
si
é calcolata l'attività globale, utilizzando la tabella di conversione,
come insieme di visite equivalenti in sede;
si
é eseguito il confronto con gli standards, precedentemente fissati a
parte, utilizzando i seguenti parametri: 1- frequenza relativa (peso
percentuale) di esecuzione delle differenti prestazioni; 2- numero medio
di prestazioni per operatore (carico di lavoro); 3- numero medio di
interventi per utente (intensità di trattamento;
si
é calcolato, automaticamente, il valore numerico dell'indicatore (min. 0
- max. 1) - se ai due estremi di un segmento fissiamo i valori minimo e
massimo corrispondenti allo standard, il punteggio dell' indicatore é
individuato dal punto cui corrispondono i dati dell'attività del servizio
valutato, espressi nel modo descritto precedentemente.
Senza
ripercorrere tutta la procedura, vediamo i punti cruciali:
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quindi
vanno indicate le prestazioni atipiche delle quali si rileva la intensità
relativa: nel nostro caso interventi fuori sede e/o eseguiti da due o più
operatori e/o rivolti verso un gruppo di utenti. Anche in questo caso la
procedura si conclude con il calcolo automatico del punteggio
dell'indicatore - rapporto tra i valori ottenuti e lo standard - sulla
solita scala da 0 a 1. |
Progetto
F.ER.RO mediante il quadrante delle attività del servizio psichiatrico
territoriale consente di leggere, in maniera sintetica i due indicatori:
volume e gamma delle prestazioni e dinamismo/ flessibilità nell'offerta di
prestazioni.
----------------------fig
. 9 circa qui-------------------------------------------------
Se
su due assi cartesiani collochiamo la scala dei punteggi rispettivamente del
primo e del secondo indicatore di attività, il servizio valutato, a secondo
che si posizioni in una delle quattro aree del nostro quadrante, potr‡
avvicinarsi ad una delle quattro tipologie seguenti:
servizio
con gamma/volume ridotti ed alta flessibilità
servizio
con gamma/volume ridotti e bassa flessibilità
servizio
con gamma/volume elevati ed alta flessibilità
servizio
con gamma/volume elevati e bassa flessibilità
La ripetizione periodica della rilevazione (analisi del trend) ci metterà in condizione sia di valutare l'efficacia delle correzioni di rotta messe in atto che di deciderne eventuali altre.
3. La valutazione gestionale in genere considera il punto di vista di tecnici, operatori e valutatori.
Nel circolo
"virtuoso" dell'intervento sappiamo bene quanto sia importante la
soddisfazione di chi dell'intervento è utilizzatore. Da tale soddisfazione
deriva infatti lo stimolo ad assumere un ruolo attivo, partecipe. Dalla
soddisfazione deriva la spinta ad investire nella relazione con il servizio.
Del
resto é noto che in psichiatria l’intervento migliora se si attivano le
risorse, in primo luogo psicologiche, di cui sono titolari gli utilizzatori.
II consumatore di cure può assumere il ruolo di produttore di salute.
In altri
contesti per descrivere questa doppia funzione di produttori ed utilizzatori
si é coniato il termine di prosumer.[P]
Nella
esperienza considerata abbiamo preferito mantenere il termine di consumer, in
quanto ci é parso ancora prevalente il ruolo di utilizzatore.
Come misurare,
dunque, la soddisfazione in condizioni di routine?
Riferiamo qui
brevemente di un questionario (test di soddisfazione) di semplice compilazione
che interroga l'utente sulla sua soddisfazione per la prestazione ricevuta.
(Si veda in appendice).
Sono
considerate le seguenti aree:
relazione
con gli operatori,
effetti
(efficacia) delle cure ricevute,
adeguatezza
delle informazioni ricevute,
accoglienza
e gradevolezza della struttura.
Questionari,
come quello da noi utilizzato, hanno però il grande vantaggio di poter essere
applicati con regolarità dai servizi.
Se un gruppo
di lavoro, un’area professionale, un setting di trattamento si mostreranno
particolarmente refrattari alla somministrazione di un test di questa
semplicità, ci si dovrà chiedere se, in realtà, non sia in presenza di una
indisponibilità ad essere valutati, tout court, da un qualsiasi altro terzo
soggetto.
Oggi tale
atteggiamento, sostanzialmente autoreferenziale, non può essere accettato ed
è per questo che, a nostro avviso, non può essere sottoposto a valutazione
un servizio che non dimostri di rilevare - come, importa relativamente -
l’opinione dei consumatori.
Ciò non
significa che i servizi debbano usare i test in modo acritico. Come abbiamo
visto i risultati non vanno presi alla lettera, ma letti in funzione dei
progetti di miglioramento.
Ad esempio,
anche se la soddisfazione globale risulta buona, sarà quasi sempre
rintracciabile un’area di relativa minor soddisfazione. E’ il caso dei
servizi che hanno partecipato alla nostra ricerca: all’interno di un
giudizio globalmente positivo, è risultata critica l’area relativa alla
qualità delle informazioni ricevute. E in quest’ area si sono progettate
azioni che migliorassero la performance del servizio.
Un altro
utilizzo dei risultati potrà essere fatto lungo l’asse temporale. La
somministrazione ripetuta periodicamente del test fornirà sia elementi per
analizzare il trend del servizio che il risultato di eventuali interventi di
miglioramento messi in atto tra due rilevazioni.
Infine, una
terza lettura dei risultati del sondaggio potrà riguardare il confronto con
indicatori che considerino analoghe aree del servizio. E’ il caso, in
progetto F.ER.RO. delle domande e degli indicatori che esaminano
l’accoglienza e la gradevolezza della struttura.
In tutti i
servizi esaminati abbiamo rilevato che gli utilizzatori erano maggiormente
soddisfatti della gradevolezza ed accoglienza del CPS frequentato rispetto al
giudizio, tradotto in indicatore, espresso dal gruppo professionale dei
valutatori.
In conclusione ci sembra si possa affermare che la rilevazione, in condizioni di routine, della soddisfazione degli utilizzatori è attualmente possibile e va raccomandata perchè può essere un’ottimo strumento che migliora le capacità di ascolto e di progetto del servizio.
Ad esempio: la
qualità della dotazione in risorse strutturali (numero e professionalità
degli operatori, numero e collocazione degli ambulatori) può essere
modificata dalle variazioni dell'atteggiamento dei medici di medicina
generale, che si orientano in forma cospicua all'invio degli assistiti al
servizio o viceversa.
Il nostro
sistema di valutazione prevede che si raccolgano parecchie informazioni sul
contesto operativo del servizio, in particolare sulla attività di altre
strutture psichiatriche presenti nella zona (indicatori di contesto).
Importante ci
sembra avere a disposizione ed eventualmente discutere le informazioni che
riguardano il ricorso al ricovero psichiatrico.
La buona
qualità del servizio psichiatrico territoriale non può prescindere, infatti,
da un appropriato ricorso alla ospedalizzazione.
Di quali
informazioni abbiamo bisogno per stimare il rischio di un improprio ricorso al
ricovero psichiatrico?
Chiediamoci
innanzitutto per quali fattori il ricovero (psichiatrico) può essere deciso
senza relazione con il bisogno presente.
Ne sono
descritti due, uno di carattere strutturale, il secondo che attiene piuttosto
alla cultura professionale ed al processo operativo
Il primo, noto
come legge di Roemer ([14]),
attribuisce il livello di utilizzo alla quantità della offerta.
E' quanto già
nel 1850 osservava E. Jarvis ([15]),
allorchè, studiando la prevalenza delle malattie mentali attraverso i
ricoveri in ospedale psichiatrico, evidenziava l'esistenza di una correlazione
inversa tra ricorso al ricovero e distanza dell'ospedale dal luogo di
residenza.
Il secondo,
ipotizzato da Wenneberg [16],
attribuisce la variabilità del ricorso all'ospedalizzazione al grado di
incertezza nella "practice style" di chi decide cosa fare (medico o
altri).
In definitiva
il ricovero può essere deciso in relazione:
ai
bisogni dell'utente,
alla
disponibilità ed accessibilità delle strutture,
alla
cultura del committente ed al processo operativo.
Ci spieghiamo
con un esempio. Individuiamo tre città, “di fantasia”, che chiameremo
“Hospital city”, “Country town”, e “Standard ville” e consideriamo
che i rispettivi servizi psichiatrici territoriali rilevino l’andamento
dell’indicatore ricovero psichiatrico.
Cominciamo con
il servizio psichiatrico territoriale di "Hospital City". Una città
che, a fronte di una popolazione di 500.000 abitanti, abbia un articolato
sistema di strutture psichiatriche di degenza pubbliche, private ed
universitarie, con un tasso di 40 letti per 100.000 abitanti.
Il nostro
servizio psichiatrico territoriale deve sapere che, anche se gli indicatori
gli attribuiscono una buona qualità, è molto probabile che di tale qualità
usufruiscano solo parzialmente i residenti della zona e che invece altri
utenti potenziali siano indirizzati impropriamente al ricovero psichiatrico.
Infatti, il
tasso di posti letto disponibili è molto superiore allo standard di posti
letto suggerito di 5-8 per 100.000 abitanti (Hafner,Tansella)
([17],
[18]).
A questo punto non ci sorprenderemo nel rilevare che i tassi di ricovero dei
residenti di "hospital city" sono tra i più alti della regione di
riferimento.
Sino ad ora
abbiamo visto come una variabile esterna al servizio psichiatrico
territoriale: l’offerta di letti psichiatrici, possa influenzare il ricorso
al ricovero psichiatrico, in forme e quantità, non appropriate, producendo,
in conseguenza, una caduta della qualità globale delle cure psichiatriche.
I casi di
“Hospital city” e “Country town” rappresentano un problema di
programmazione, di direzione strategica ed allocazione di risorse: come è
possibile ridurre i letti di “ Hospital city”, come viceversa allocarne a
“Country town”?
Quest’
ultimo potrà progettare, se vi fossero tassi di ricovero elevati, interventi
di miglioramento che riducano il grado di incertezza presente nel processo di
cura.
Tutto ciò
dipende, a volte, da fattori esterni al servizio, difficilmente controllabili,
che richiedono interventi di riprogrammazione della allocazione delle risorse,
altre volte, da fattori interni al servizio sui quali è possibile un
intervento diretto.
Per queste
ragioni l’utilizzo di indicatori di contesto e di impatto, come sono il
tasso di posti letto psichiatrici disponibili nell'area servita dal servizio
psichiatrico territoriale, il tasso di ricoveri psichiatrici e di trattamenti
sanitari obbligatori di residenti nel bacino d'utenza serve a leggere la
qualità del servizio psichiatrico territoriale.
5.
Limiti strutturali dei sistemi di valutazione gestionale alla
cui generazione appartiene progetto F.ER.RO
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Progetto
F.ER.RO elabora sintesi delle informazioni e degli indicatori (vedi
quadrante delle attività); tiene conto, seppur parzialmente, del punto di
vista dei consumers (vedi test di soddisfazione); contestualizza il
servizio territoriale oggetto di valutazione (vedi indicatori di contesto
e di impatto per il ricovero psichiatrico). |
Riprendiamo,
per spiegarci, la questione: ricovero psichiatrico.
Ipotizziamo
che gli indicatori segnalino, come molto probabile, un non appropriato ricorso
al ricovero psichiatrico, il servizio potrà progettare azioni per:
ridurre
l'incertezza di altri committenti, particolarmente forti (medici di
medicina generale, familiari degli utenti ricoverati);
suggerire
modifiche nella allocazione delle risorse.
altra
azione.
Dagli esempi
sin qui fatti si possono dedurre anche i tre limiti fondamentali della attività
di valutazione basata sui sistemi informativi attualmente disponibili:
non
consentono la valutazione dei costi degli interventi in rapporto alla
efficacia;
non
consentono di collegare l'attività di valutazione, in "tempo
reale", alle altre attività del servizio.
Degli altri
due ci occupiamo in questa sede ed in forma coordinata. A nostro avviso vi è
infatti una dipendenza dell'ultimo limite (tempo reale) dal secondo
(costo/efficacia).
L'analisi dei
costi dipende essenzialmente dalle informazioni sul consumo (costi) dei
fattori produttivi impiegati (risorse umane, strutture, beni e servizi).
La base su cui
si elaborano le previsioni è costituita dalla spesa già sostenuta: la spesa
storica.
In sostanza:
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se
relativamente ai costi definiamo il budget sulla base dei fattori
produttivi, |
Analizzeremo
dei dati di consuntivo. Sapremo quanto ci é costato il servizio psichiatrico
territoriale nel periodo considerato, e su questa base faremo le previsioni.
Non potremo
invece eseguire la valutazione medico-economica dei "singoli trattamenti
efficaci", mentre li mettiamo in atto.
Non sarà cioè
possibile il controllo di gestione, inteso come attività di valutazione
basata sulla conoscenza del rapporto costo-efficacia di ciascun intervento in
corso, secondo i principi della contabilità economica.
Per riassumere
oggi non abbiamo informazioni circa:
la
dimensione dei bisogni psico-sociali e sanitari di cui ciascun utente è
portatore;
la
tipologia/appropriatezza degli interventi attivati.
Il limite,
dunque, dei sistemi informativi oggi utilizzati deriva dalla assenza di
informazioni che specifichino la dimensione del bisogno/trattamento del
singolo utilizzatore.
E di
conseguenza dalla impossibilità di integrare la dimensione globale della
valutazione con quella specifica.
|
Primo
problema: raggruppamento in classi omogenee delle patologie/problemi
rispetto alla tipologia ed intensità del trattamento (applicazione alla
psichiatria del modello DRG's, descrizione dei patterns di trattamento
rilevati con i registri psichiatrici). | |
|
Secondo
problema: definizione di standards di trattamento (indicazioni al
trattamento e costi) | |
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Terzo
problema: nuovi supporti informatici per la raccolta ed elaborazione delle
informazioni (lettura ottica, sistemi automatici di reporting). |
A partire dal
1984 il "Programme de Medicalisation des Systemes d'Information" (PMSI)
([22],
[23])
è stato sviluppato per i servizi ospedalieri di breve degenza delle specialità
mediche, chirurgiche, ostetriche. Si basa su "groupes homogènes des
malades" (GHM) aggregati sulla base di criteri anagrafici, del quadro
clinico, degli atti sanitari ricevuti.
Nel 1989 é
stata decisa la generalizzazione del sistema informativo a tutto il servizio
sanitario, compreso il settore psichiatrico.
Per promuovere
ed implementare il PMSI in ciascun dipartimento psichiatrico é stato
istituito il DIM (Departement pour l'information medicale, diretto da uno
psichiatra. Per comprendere il significato di questa attribuzione di
responsabilità, ricordiamo che nel sistema francese le funzioni manageriali e
quelle sanitarie sono rigidamente separate.
Per adattare
il PMSI ai servizi psichiatrici vengono affrontati i problemi che derivano
dalle seguenti specificità della psichiatria:
lo
stesso paziente può accedere a differenti settings sia ospedalieri che
territoriali e residenziali;
esiste
la diversità e multidisciplinarietà delle pratiche.
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circa
i trattamenti vengono previsti anche quelli non in condizione di degenza ([24]). |
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La
prima, riguarda l'utente ed il suo bisogno, che vengono valutati in
relazione all'età, alla diagnosi, al carico sociale. E' possibile
aggregare le informazioni in modo tale da ordinare un numero definito di
condizioni medico-sociali (24 nell'esempio cui ci riferiamo). | |
|
La
seconda riguarda la risposta del servizio. Il pattern è definito dalla
sede (territorio, residenza, degenza) e dalla intensità dell'intervento.
Anche in questo caso otterremo un numero definito di patterns (16
nell'esempio). | |
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La
terza ed ultima fase consiste nell'incrociare condizione medico-sociale e
pattern di trattamento, così da assegnare l'utente ad una delle classi
omogenee (nell'esempio avremo a disposizione 384 classi omogenee - 24
condizioni medico sociali moltiplicate per 16 patterns di trattamento). |
Ma potremo
anche incentivare, con specifici finanziamenti aggiuntivi, sia la presa in
carico di definite condizioni medico sociali (ad
esempio le più complesse) sia l'attivazione di uno specifico pattern (ad
esempio a prevalente sede extraospedaliera).
Infine potremo
negoziare il budget sulla base della documentazione dei costi evitati, sempre
riferiti ai singoli casi, (ricadute, disabilità, etc.).
IN
CONCLUSIONE
Progetto
F.ER.RO, come strumento di valutazione, è stato sviluppato all'interno di
alcuni servizi psichiatrici territoriali, che lo hanno utilizzato per:
pilotare
il servizio, seppur in modo grezzo o grossolano, ("dove siamo, dove
andiamo") .
Il sistema
informativo utilizzato appartiene alla generazione dei sistemi
"amministrativi", attivati per monitorare la crescita, in genere su
scala regionale, del sistema psichiatrico territoriale.
Consente al
massimo, con qualche adattamento ed integrazione, di valutare la dimensione
globale del trattamento, limitatamente ai caratteri di struttura e processo.
Il passaggio
alla valutazione della qualità dei singoli trattamenti richiede la
disponibilità di una nuova generazione di sistemi informativi.
E, ancora
prima, la elaborazione di:
criteri
condivisi per definire i raggruppamenti omogenei di utenti.
RIASSUNTO
Vengono
presentati i risultati sotto forma di indicatori di qualità. Vengono proposti
alcuni esempi: il primo fornisce il profilo complessivo di qualità di un CPS;
nel secondo si esamina la sensibilità dello strumento di valutazione; col
terzo si suggerisce l’utilizzo esteso di singoli indicatori per valutare
servizi appartenenti a specifiche aree geografiche o amministrative.
Vengono
successivamente discussi alcuni problemi relativi alle attività di
valutazione a fini di gestione dei servizi.
Il problema
della lettura degli indicatori e della loro presentazione.
Il problema
della valutazione dei servizi da parte degli utilizzatori.
Il problema
della contestualizzazione dei risultati della valutazione nel contesto e
collegato a quest’ultimo il problema dei fattori esterni al servizio che ne
influenzano la qualità.
Infine vengono
proposti alcuni limiti strutturali che contraddistinguono i sistemi di
valutazione alla cui generazione appartiene progetto F.ER.RO: valutazione
degli esiti, valutazione costo/efficacia, valutazione on line.
In conclusione
si evidenziano le due principali funzioni cui la ricerca-intervento ha
assolto: stimolare l’attegiamento valutativo come risorsa del servizio;
pilotare il servizio verso progetti di miglioramento.
SUMMARY
Results
are presented in the form of quality indicators. Some examples are given: the
first one provides the overall profile of a CPS; in the second one the
sensitivity of the evaluation tool is examined; in the third one the extended
use of single indicators is suggested for the evaluation of services belonging
to specific geographical or administrative areas.
After
that some problems, related to the activities of evaluation for services
management, are discussed.
The
problem of indicators reading and presenting.
The
problem of services evaluation by the users.
The
problem of inserting the evaluation results into the context and, connected
with this, the problem of factors external to the service which affect its
quality.
Finally
some typical structural limits of the evaluation systems generation to which
the F.ER.RO Project belongs: outcome and effectiveness evaluation, cost/efficiency
evaluation, on line evaluation.
In
conclusion the two principal roles played by the research-intervention are
stressed: to stimulate the evaluating attitude as a resource of the service;
to drive the service towards improvement projects.
BIBLIOGRAFIA
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* La presente relazione utilizza la metodologia di valutazione nota come: "PROGETTO F.ER.RO", disponibile presso IREF (Istituto Regionale Lombardo di Formazione per l'Amministrazione Pubblica) - Milano.
La prima versione di progetto F.ER.RO venne elaborata per il corso IREF RS/9001. I responsabili del progetto erano A. Erlicher, G. Fontana, G. Rossi.
L'uso del termine progetto deriva dalla intenzione degli ideatori di costruire uno strumento che potesse essere di uso corrente all'interno dei servizi, in tal modo innovandone le procedure, abilitandole a progettare il miglioramento di qualità. Il termine F.ER.RO, poi utilizzato come sinonimo di strumento, "ferro del mestiere", deriva dalle iniziali dei cognomi dei tre progettisti.
Del PROGETTO F.ER.RO sono stati consulenti Benedetto Saraceno (Istituto Negri) e Aldo Torreggiani (IREF).
Il progetto di formazione per le USSL 27, 28, 29 é stato diretto da Giuseppe Manfredini, coordinatore del Dipartimento di Salute Mentale.
Da questo progetto è derivata la ricerca finalizzata della Regione Lombardia: progetto Ac.qua - Accreditamento della qualità in psichiatria, contratto di ricerca n. 247 del 1993. Una parte del finanziamento è stata utilizzata per questa pubblicazione.
1 Servizio
Salute Mentale - Azienda USL Modena
2 Unità
Operativa ex Ospedale Psichiatrico "P. Pini"-Azienda USSL 37
Milano
3 Staff
di epidemiologia e valutazione di qualità - Azienda USL 2 Perugia
[C] -
Sono orientati a descrivere la filosofia, le finalità e le stategie del
servizio che si valuta.
[D] -
Sono orientati a descrivere la entità delle risorse umane e logistiche.
[E] -
Sono orientati a descrivere la organizzazione delle risorse, la accessibilità,
la integrazione e intersettorialità.
[F] -
Sono orientati a descrivere quantitativamente tutte le attività del
servizio.
[G] -
Sono orientati a descrivere le procedure di accoglienza, trattamento, after
care e dimissione (compresi gli aspetti etici).
[H] -
Sono orientati a descrivere le caratteristiche della popolazione servita sia
in termini socio-demografici che attraverso specifici indicatori di salute
mentale e morbidità psichiatrica.
[I] -
Sono orientati a descrivere sia la qualità della vita percepita
dall’utente sia il suo giudizio di soddisfazione rispetto all’assistenza
ricevuta.
[J] -
Sono orientati a descrivere quali siano i dati finanziari riferiti all’
intero servizio o a specifici trattamenti.
[K] -
Sono orientati a descrivere gli effetti e le modificazioni determinati dalla
presenza del servizio nella comunità e nelle agenzie sociali e sanitarie in
essa operanti.
[L] -
Sono orientati a descrivere gli esiti individuali in termini clinici, di
disabilità e funzionamento sociale, carico familiare.
[M] -
La Lombardia ha articolato il sistema dei servizi psichiatrici in Unità
Operative di Psichiatria di Territorio ed ex OP. Le prime si articolano su
tre strutture: un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, uno o più
Centri Psico Sociali, almeno un Centro Residenziale di Terapie psichiatriche
e riabilitazione. La UOP assomiglia dunque al Dipartimento Salute Mentale ed
il CPS al Centro di Salute Mentale (CSM) previsti dal progetto obiettivo
nazionale:” Tutela della salute mentale”.
[N] -
I rapporti di valutazione dei Centri Psico Sociali di Rozzano (MI) e Suzzara
(Mantova) sono disponibili presso IREF; i rapporti di valutazione dei 4
Centri Psico Sociali di Bergamo, ex USSL 27, 28, 29 sono disponibili presso
la Azienda USSL di Bergamo. Il Centro Psico Sociale di Suzzara è stato
valutato per tre volte negli anni 1990, 1992, 1994 ed il relativo rapporto
è in corso di pubblicazione.